Il film Zero City del laboratorio di Marco Casagrande illustra alcuni dei temi forti del suo pensiero sulla transizione dalla città industriale e postindustriale all'urbanesimo "di terza generazione": la marginalità resiliente della vita, rappresentata dall'erba selvatica che spunta fra le crepe dell'asfalto, dal fenomeno degli orti illegali che gli abitanti delle megalopoli realizzano spaccando il cemento di un'urbanistica ormai incontrollabile, dalle presenze animali e vegetali in ambienti che sono ad essi cognitivamente refrattari; l'irrilevanza dei due pilastri della antisocietà urbana che ci stiamo già lasciando alle spalle, l'immagine e il cemento; la necessità per l'uomo - il grande assente fra la natura e la tecnica - di tacersi serenamente, umilmente, per ascoltare la pulsazione della vita. Fenomenologia della biourbanistica in atto.
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Tuesday, February 18, 2014
ZERO CITY
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Wednesday, April 11, 2012
Il Gulliver di salice sulla spiaggia belga

Coniugano l’architettura, l’arte ambientale e il design urbano, le suggestive installazioni di Marco Casagrande, noto architetto finlandese.
(Rinnovabili.it) – “Non c’è altra realtà che la natura”. E’ il pensiero che esprime la consapevolezza ambientale di Marco Casagrande, l’architetto finlandese autore di numerose installazioni “ecologicamente coscienti”. Fin dalle prime fasi della sua carriera, Casagrande ha coniugato architettura, design urbano, scienza e arte ambientale, in quella che lui stesso definisce la “commedia dell’Architettura”. Un visione architettonica che mescola il rispetto per l’ambiente con il design urbano, e che ha portato Casagrande a sviluppare la teoria delle Città di terza generazione.
In questo contesto nasce Sandworm, una delle ultime installazioni dell’architetto, realizzata interamente con salice naturale e sabbia, sulle dune della costa Wenduine, in Belgio. Si tratta di una struttura organica, che evoca l’immagine letteraria di Gulliver imprigionato a terra dai Lillipuziani, perfettamente in armonia con l’ambiente circostante. Lunga 45 metri e larga 10, la Sandworm è stata realizzata, nel giro di 4 settimane, da Casagrande, il suo team di giovani architetti ed esperti locali di lavorazione della sabbia, al fine di creare un qualcosa che l’autore descrive come “architettura debole”. L’installazione, definita dai visitatori come una cattedrale di salice, si offre come luogo di relax e picnic, ottimo anche per meditare, all’interno della quale la luce del sole filtra delicatamente attraverso la trama dei rami di salice, creando uno straordinario gioco di luci ed ombre.

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