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Friday, February 7, 2014

Marco Casagrande appointed Vice-President of the ISB


[PRESS RELEASE]



European Prize for Architecture 2013, founder of the Ruin Academy and of the C-LAB, Marco Casagrande is an innovative architect and social thinker who aims at bringing human authenticity back to urbanism, architecture, and art. His biourban acupuncture has become a revolutionary bottom-up and p2p approach to urban planning. He has worked, exhibited, and taught in several countries: Finland (Helsinki University), Italy (Biennale di Venezia, ISB School in Neuroergonomics), Austria (MAK, Vienna), Taiwan (Tamkang University), USA (Alaska Design Forum), etc. His latest book is Biourban Acupuncture. From Treasure Hill to Artena, ISB 2013.

Established in 2010, the International Society of Biourbanism is a worldwide innovative network of interdisciplinary scholars involved in establishing a new paradigm in urban studies and practice. It focuses on the role played by natural laws on forms, on the laws of form, and on the contribution that complexity and systems theory may offer to city planning. It works on the basis of a human-centred design process, tapping into biophilia and neuroergonomics. It explores new building and planning methodologies, such as biourban acupuncture and p2p urbanism.

Marco Casagrande has been collaborating with the ISB since its foundation with publications and discussions. In 2013, he taught at the ISB Summer School on Neuroergonomics and Urban Placemaking, published his book Biourban Acupuncture. From Treasure Hill to Artena with the ISB, and founded the Italian branch of the Ruin Academy in Artena, Italy, together with the ISB.

The ISB board proposed Marco Casagrande as Vice-President during the society’s selection campaign in January 2014. He was elected after an unanimous vote by members from several countries.

Monday, December 16, 2013

Agopuntura Biourbana

Stefano Serafini. International Society of Biourbanism. 

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Chi è Marco Casagrande, l’architetto, artista e pensatore finlandese (di origini genovesi) che ha sorpreso il mondo delle archistar vincendo il prestigioso European Prize for Architecture 2013. Con l’amore per la vitalità delle rovine, il richiamo della natura, e l’agopuntura per le città.
«Gli architetti non contano nulla, sono corrotti. L’architettura, semmai, conta. Gli architetti dovrebbero limitarsi a servire la vita. Imparare ad ascoltare la creatività che scorre attorno a loro». Siamo nel borgo storico di Artena, in provincia di Roma, nel corso della Summer School in Neuroergonomics and Urban Placemaking organizzata dalla Società di Biourbanistica lo scorso luglio. 40 partecipanti – giovani designer, architetti, urbanisti, giunti da 16 Paesi – ascoltano affascinati l’inglese sibilante di Marco Casagrande che li istruisce sulla “guerriglia biourbana”. Indica tre bambini di 7 o 8 anni che giocano indisturbati accanto al gruppo. Corrono su e giù tra una piazzola di cemento e un vicolo in pietra, arrampicandosi oltre un parapetto di ferro. È effettivamente chiaro che essi abitano un luogo, sul quale la progettazione urbanistica è calata come una griglia esterna, e che giocando lo rivelano, riportandolo in vita. «È questa la conoscenza locale che dovete imparare a recuperare, non quella delle riviste o dell’accademia».
Finlandese con radici italiane (il bisnonno ligure costruiva giocattoli per un circo ebreo che oscillava fra il Baltico e Odessa), 42 anni, Casagrande è un filosofo dell’urbanistica, oltre che artista e architetto. Ha pubblicato fra l’altro su Domus e Architectural Review, e ha insegnato all’Università di Helsinki. Ma la sua visione lo oppone alla stragrande maggioranza dei suoi colleghi e allo spirito dell’arte contemporanea, che considera troppo fine a se stessa. Le realizzazioni di Casagrande sono pozzi che cercano di attingere alla realtà per irrigarvi di nuovo la nostra esperienza, inaridita dall’ego moderno. Dimenticando il proprio io ci si svincola dal dominio della società dello spettacolo che trasforma ogni espressione in velo, anziché in disvelamento. I lavori di Casagrande come Land(e)scape (1999), Sandworm (2012) o il recentissimo Oystermen (2013), strumentalizzano la lezione surrealista, la lezione di Tarkovskij, ma non si perdono nell’inconscio e nel caos. Nel mare dei segni, una bussola biologica orienta l’artista verso il porto della natura, della contemplazione, del piacere, della socialità, condivisa con chi osserva e vive le sue opere.
Anche l’architettura e l’urbanistica, perdendosi nell’immagine e nella funzione economica, hanno finito per sostituire la realtà, costringendo la vita di miliardi di esseri umani in termitai industriali prima, e ipertecnologici dopo. Da lì il viaggio di ricerca di Casagrande che lo porta per i villaggi dell’Eurasia, negli slum di Taiwan, nell’Oriente ipercapitalista dove alle mostruose megalopoli pianificate, i poveri si adattano come l’erba nelle crepe dell’asfalto, occupando e trasformando edifici abbandonati secondo una logica di sopravvivenza che riporta la natura laddove era stata scacciata. Le rovine, che s’insinuano inarrestabili nella civiltà urbana ispirata alla macchina, mostrano come le forze stesse della fisica collaborino a riportare l’architettura a dimensioni consone alla natura umana.
Il volume di Casagrande appena pubblicato Biourban Acupuncture. Treasure Hill of Taipei to Artena (Roma, International Society of Biourbanism), è dedicato al caso esemplare di un piccolo insediamento illegale nell’isola di Taiwan, Treasure Hill. La popolazione locale ha ingegnosamente eretto spazi liquidi, organici, intrinsecamente refrattari al controllo, che permettono loro di vivere ai confini della civiltà, in equilibrio col fiume che fornisce acqua e cibo. Osteggiata dal governo, che la assedia prima con la polizia, poi chiudendo gli argini, e inquinando il fiume, la città cederà infine agli hipster che ne ammirano l’estetica, e la trasformano in un luogo di discoteche e design. Il popolo di Treasure Hill si sposta altrove, lascia soltanto un guscio vuoto, ma la lezione è appresa. La sapienza organica è ovunque, risorge continuamente. Il libro confronta Treasure Hill ad Artena, l’antico borgo laziale simbolo del movimento internazionale della biourbanistica. Casagrande vede in tali insediamenti il nostro arcaico futuro, non nel senso di una ripetizione del passato, ma di quella costante tensione dinamica verso il principio stesso del fare spazio socio-naturale, nel corso dei cicli fallimentari della tecnica. La Città di Terza Generazione non si realizza attraversi grandi interventi, ma dal basso, attraverso manipolazioni puntuali (agopuntura biourbana), progettazioni libere e condivise da cittadini, nomadi, e la natura stessa.
Le città di seconda generazione nelle quali viviamo, sono estranee a chi le vive, e inadeguate al dispiegamento della creatività e della libertà umana, perché improntate al modello della macchina. Non sono adatte ai bambini, né agli anziani; sono ostili ai nomadi e agli indigeni. La loro inevitabile decadenza non avviene per rivoluzione ideologica, ma secondo natura. La rovina industriale, la corrosione del ferro e del cemento, l’implosione e l’ingovernabilità di complessità gerarchiche rigide, sono i processi organici attraverso i quali la città attuale si avvia alla generazione nuova, all’interazione equilibrata fra la natura e gli esseri umani, fra la realtà e la progettazione.
Lo scorso settembre, durante la 14ma Biennale Internazionale di Architettura di Buenos Aires Casagrande è stato insignito dello European Prize for Architecture, il massimo riconoscimento che il vecchio mondo tributa ogni anno a un architetto. Una mostra speciale dei suoi lavori muoverà poi dall’Argentina per un tour paneuropeo, che avrà inizio dal cuore oppresso del nostro continente, la Grecia. Cultura viva vuol dire speranza.


Pubblicato dalla Rivista Area, Ottobre 2013, pp. 50-51 con il titolo editoriale "L'architettura salverà il mondo".

Enews

Tuesday, September 10, 2013

Il Premio Europeo di Architettura 2013 assegnato a Marco Casagrande (Finlandia, Taiwan, Italia)

BIOURBANISTICA: Marco Casagrande è il vincitore dello European Prize for Architecture 2013.

Finlandese con radici italiane, 42 anni, Marco è un originale architetto ed artista ambientale, filosofo dell’urbanistica, teorico dell’architettura, scrittore e professore di architettura. Dirige il Casagrande Laboratory di Helsinki, in Finlandia; lo studio WEAK! con Hsieh Ying-Chun e Roan Ching-Yueh a Taipei, Taiwan; ed è il fondatore della Ruin Academy, Helsinki, Taipei, e Artena, in Italia. Collabora attivamente con la Società Internazionale di Biourbanistica fin dalla sua fondazione, con testi, docenze, e attività socio-artistiche.

casagrande
“Non c’è altra realtà che la natura”

Il volume di Casagrande appena pubblicato Biourban Acupuncture. Treasure Hill of Taipei to Artena (International Society of Biourbanism), dedicato al caso esemplare dell’antico borgo laziale caro agli studiosi di biourbanistica, profetizza la Città di Terza Generazione, che si realizza attraverso manipolazioni puntuali di energia urbana, architetture illegali, e una progettazione partecipata che includa i cittadini, persone di passaggio, e la natura stessa. Casagrande ha praticato tale guerriglia biourbana insieme a trenta giovani ricercatori provenienti da dieci Paesi e agli abitanti del borgo storico di Artena (Roma), nel corso della Summer School in Neuroergonomics and Urban Placemaking organizzata dalla Società di Biourbanistica lo scorso luglio.

Le città di seconda generazione nelle quali viviamo, sono strutture postindustriali ancora improntate al modello della macchina, incapaci di dare risposta al bisogno umano di realtà. Non sono adatte ai bambini, né agli anziani; sono ostili ai nomadi e agli indigeni; sono anti-città. Gli architetti del domani – come sciamani – debbono rinunciare al proprio ego per farsi capaci di ascoltare e servire la vita. La rovina è il processo organico attraverso il quale la città attuale si avvia alla terza generazione, all’interazione equilibrata fra la natura e gli esseri umani, la realtà e la progettazione.

La Ruin Academy di Taipei, in collaborazione con il Sustainable Global Technologies Centre dell’Università di Aalto, è il centro di ricerca indipendente che sta sviluppando la teoria della Città di Terza Generazione. La Ruin Academy lavora con la Società Internazionale di Biourbanistica anche su tale argomento, e quest’anno ha aperto una propria sede ad Artena.


L’evento e la mostra a Buenos Aires e in Europa

La cerimonia formale per la consegna di questo che è il massimo premio europeo per l’architettura si terrà a Buenos Aires, in Argentina, durante la 14a Biennale Internazionale di Architettura (24-27settembre 2013).

Lo European Centre for Architecture Art Design & Urban Studies allestirà una mostra speciale dedicata al Marco Casagrande Laboratory durante la Biennale di Buenos Aires presso il Centro Cultural Recoleta, Junin 1930, Buenos Aires, che durerà dal 21 settembre al 13 Ottobre 2013.

Successivamente, nel 2014, la mostra si sposterà in Grecia, presso il Contemporary Space Athens, e inizierà un tour che la porterà in tutta Europa.

www.marcocasagrande.fi
http://www.biourbanism.org/biourban-acupuncture-2/
www.clab.fi